You are currently viewing Cerimonia di sangue – troppa fretta?

Cerimonia di sangue – troppa fretta?

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Articoli

“Cerimonia di sangue”, dall’inglese “The Ceremonies” è un romanzo di T.E.D. Klein. Forse sarebbe meglio dire un “poderoso” romanzo.

Ancora meglio un “sarebbe potuto essere un poderoso” romanzo.

Perché un lavoro simile può dare notevoli indicazioni agli autori e alle autrici, soprattutto a coloro che bazzicano nei meandri dell’horror? Adesso lo vediamo, prometto. Piccolo spoiler: il pro è la capacità di citare, il contro è la gestione del ritmo narrativo.

Cerimonia di sangue - La trama in breve

La storia segue le mosse di Jeremy, un quarantenne professore universitario di letteratura che ha optato per fornire le sue lezioni di un taglio “gotico”. Per le sue vacanze estive, il Newyorkese Jeremy decide di affittare una piccola pensione in campagna, nella fattoria dei Poroth, famiglia composta da Sarr e Deborah appartenenti alla comunità – tipo Amish – di Gilead, nel New Jersey.

Mentre Jeremy passa i giorni a leggere e studiare, seguiamo le vicende dell’altra protagonista, Carol. La ragazza, disoccupata, riceve un incarico da un misterioso vecchietto: tradurre e, di fatto, imparare a memoria dei pezzi esoterici. Ufficialmente per una ricerca, in realtà come preparazione a una cerimonia sanguinaria che, nei boschi di Gilead, deve portare a compimento la discendenza dell’Antico, essere arrivato sulla terra con un meteorite un centinaio di anni prima e ora quiescente.

Tra coincidenze ed eventi bizzarri, storie di fantasmi e sacrifici, i due protagonisti che nel frattempo sviluppano l’uno per l’altra un interesse romantico, saranno chiamati ad affrontare una minaccia silenziosa e antica più dell’umanità.

Dagli anni giovanili del nostro Teddone.

Cerimonia di sangue - Lovecraft

Il più grosso punto di forza del romanzo, oltre all’approfondimento dei quattro personaggi principali, i due Newyorkesi Jeremy e Carol, nonché Deborah e Sarr Poroth, è l’ombra di Lovecraft.

Klein ha capito il vero messaggio lovecraftiano e lo divulga attentamente. Non si tratta delle storie di un autore come Derleth che di Lovecraft hanno, ahimè, solo il nome delle entità. L’autore parte dal disegnare un protagonista elitario e intellettuale che trova nel fascino per la letteratura dell’orrore la sua ragione di vita e che funge da pretesto, per noi lettori, di cogliere un bel po’ di citazioni, configurando il romanzo come una sottile opera di metacritica.

Oltre a divulgare, Klein ammoderna: se in Lovecraft l’attenzione per il personaggio principale è praticamente assente – egli è il soggetto che deve esclusivamente percepire e sperimentare il fenomeno orrifico ed esserne distrutto –, il buon T.E.D. approfondisce la psiche dei suoi ragazzi, riservando un ottimo spaccato anche dei personaggi femminili. Praticamente assenti in Lovecraft e, qualora presenti, fonte di rovina – vedasi Asenath White.

Le due opere principali del Teddy nazionale. "I fatti di Poroth Farm" è su Rivista Hypnos Vol. I.

T.E.D. Klein e i Miti

Klein non è nuovo al rimaneggiare i Miti di Lovecraft in maniera moderna e creativa. Ne “Gli dei delle tenebre”, il nostro autore ci offre quattro storie lunghe che riecheggiano il Maestro di Providence non tanto nella trama quanto nel concetto generale e nelle sue implicazioni – siamo estranei a casa nostra e ciò vuol dire che l’antropocentrismo è una mera illusione. Le conseguenze sul nostro essere umani non possono che essere catastrofiche.

In “Cerimonia di sangue”, Klein fonda nell’agenza di un Grande Antico nascosto in un albero e giunto sulla terra per caso, tutte le vicissitudini dei nostri poveri protagonisti, fornendo anche una specie fonte esoterica a mo’ di pseudobiblion.

La riformulazione interessante è questa: se i Grandi antichi lovecraftiani non prestano caso all’uomo se non incidentalmente, come ne “Il richiamo di Cthulhu”, in questo romanzo l’uomo è essenziale per la riuscita del piano dell’Antico. Piano che rimanda a un’altra citazione-fobia dell’autore di Providence: il sesso è male, impuro. Fonte di pericolo. Chi ha letto “Cerimonia di sangue” può capire di cosa parlo.

C'è chi giura che gli Iron Maiden si siano ispirati a The Ceremonies per la cover del loro album Fear of the dark. Leggete il libro e ditemi!

Cerimonia di sangue - Amaro in bocca

L’enorme problema di questo lavoro è la gestione del ritmo nella fase finale. Una cosa che mi ha fatto irritare. Perché la qualità della scrittura è eccezionale. Klein, già letto in “Dei delle tenebre”, è davvero un grandissimo narratore.

Notiamo però uno stacco enorme tra la prima parte del romanzo dedicata alla preparazione della Cerimonia – soprattutto grazie alle piccole cerimonie di preparazione su Carol – e la seconda metà, dedicata alla risoluzione dei tantissimi nodi narrativi.

L’andamento di questa seconda parte è incalzante. Cosa che è ovvia, essendo dedicata al climax finale. Il suo difetto è che però si risolve frettolosamente. Abbiamo due morti molto importanti che avvengono off screen, come quando McCarthy uccide il protagonista di “Non è un paese per vecchi”. Non sono contrario, anzi. Se c’è il giusto impianto concettuale alla base – cioè: nella vita non esiste il plot armor – trovo sia un’ottima scelta.

Qui no.

L’esempio più clamoroso è dedicato alla madre di Sarr. La vecchia, rispettata e temuta per i suoi poteri psichici dei quali Klein ci anticipa molto nella prima parte, arriva a giocare una parte insignificante nello scacchiere nonostante le premesse. Inoltre le vicende principali che la riguardano si giocano a fari spenti.

Ancora, il finale in senso stretto è – e lo dico davvero a malincuore – simile ai plot twist finali dei “Piccoli brividi”. Dopo tutto quello che i nostri amici hanno passato, davvero il massimo che si può fare è questo?

L’idea, quasi certezza date le sue capacità, è che a un certo punto Klein si sia stufato e abbia deciso di chiudere velocemente. Un vero peccato.